4-GIORNI di TREKKING nell ALBANIA SETTENTRIONALE

4-GIORNI di TREKKING nell ALBANIA SETTENTRIONALE

scoprendo Malesia e Madhe

la storia

Gli abitanti più anziani di Kelmend raccontano che i primi che si stabilirono in questo territorio furono quattro fratelli: Nili, Vuli, Seli e Boli. Dalle loro famiglie e generazione dopo generazione, furono formati quattro villaggi: Nikç, Vukel, Selca e Boga. Durante l’estate, i pastori di Vukel pascolavano il loro bestiame nel pascolo alpino del villaggio che oggi viene chiamato Lepushe: con il tempo, alcuni di questi pastori decisero di stabilirsi in questa zona, producendo prodotti caseari. Lo stesso è accaduto con alcuni pastori di Nikç, stabilendosi a Budaçë e Broja. Al contrario, i villaggi di Selca e Boga erano più grandi e meglio posizionati rispetto agli altri due, quindi le persone tendevano a vivere qui durante tutto l’anno.

Un’altra leggenda di Kelmend, e forse la più famosa, è quella su Nora di Kelmend. Nora era una ragazza del 17simo secolo che fu cresciuta da suo padre come un ragazzo per diventare combattente. Tuttavia, con l’età adolescenziale, divenne la ragazza più bella di Malesia e Madhe: la sua bellezza era paragonata a quella di una Zana (fata di montagna). Persino il pascià che risiedeva nel castello di Rozafat a Scutari, seppe di lei e, quando arrivò in città con la sua famiglia, uscì dal castello per vederla. Alla fine, si innamorò di Nora e voleva sposarla.

Poiché il pascià era bosniaco e la legge albanese del Kanun non consentiva il matrimonio con non albanesi, la famiglia di Nora rifiutò la proposta del pascià. Lui andrò con tale rabbia, che minacciò di bruciare tutta Malesi e Madhe in cenere, se Nora non avesse accettato la proposta di matrimonio. Per salvare il suo territorio, Nora mise in pratica le nozioni di combattimento imparate da giovane e, fingendo di essere disposta a sposare il pascià, lo uccise con un pugnale nella sua stessa tenda. Così divenne l’eroina e il simbolo della forza delle donne del nord.

giorno 1

Arrivo a Tamarë e visita all’ufficio turistico. Qui, riceverete un caloroso benvenuto con le informazioni necessarie per iniziare la vostra avventura!

Ci sono diverse grotte carsiche a Tamarë: alcune possono essere visitate, sempre sotto la supervisione di una guida locale, che vi mostrerà anche alcuni resti di precedenti abitazioni umane in alcune di esse. Potete anche fare una visita al fiume Cem, vicino all’ufficio turistico, e rinfrescarvi nella piccola piscina naturale tra le rocce. Il fiume Cem ha origine nelle cosiddette “Montagne Maledette” (Bjeshkët e Namuna), e rappresenta l’habitat perfetto per le trote di color marrone, marmo e arcobaleno, e per godersi un po’ di birdwatching.

Le “montagne maledette” devono il loro nome alla storia di una donna e di suo figlio. La leggenda inizia con il marito che lascia la famiglia per entrare in guerra e lascia da soli la moglie e il figlio neonato. La donna era troppo spaventata per vivere da sola nella valle con il bambino e così decise di cercare rifugio in montagna. Nonostante il freddo gelido e la carenza di acqua e cibo, riuscì a far crescere suo figlio per alcuni anni, fino a quando, un giorno, lui morì. Per disperazione e rabbia, la donna maledì le montagne; pensò che avrebbero protetto lei e suo figlio, ma, invece, presero la vita di suo figlio. Quindi, queste montagne non avrebbero dovuto aver acqua, cibo né luce solare – e così fu.

Questa non è l’unica leggenda che spiega da dove questo segmento delle Alpi d’Albania ha preso il nome. Altri dicono che due fratelli andarono a caccia su queste montagne e trovarono una bellissima fata. Alla domanda su quale tra i due fratelli preferisse, lei rispose che le piaceva uno per il suo coraggio, l’altro per il suo bell’aspetto. Il coraggioso fratello uccise il bellissimo e portò la fata a casa dalla madre, che era così arrabbiata che imprecò contro la fata e le montagne per sempre.

Cena e alloggio saranno forniti da uno delle locali bujtine (guesthouse).

 

giorno 2

Godetevi la colazione in guesthouse, assaggiando i prodotti locali: le tipiche petulla (pancake tradizionali fatti in casa) sono accompagnate al meglio con miele e/o formaggio locali. Su richiesta, riceverete anche un pranzo da portare via per la giornata. Tuttavia, ci sono alcuni piccoli mercati a Tamara, dove è possibile acquistare snack e acqua. Se avete intenzione di portare un grande zaino (60-75 lt.), la guesthouse può anche organizzare il trasporto in auto – quando possibile – o a cavallo per la vostra prossima destinazione.

Il vostro primo trekking sarà un compito facile: la camminata di 4 ore a bassa difficoltà per Nikç ti consente di visitare alcuni piccoli villaggi (Vukel, Kozhnje, Muriq …) vicino al fiume, dove potete occasionalmente rinfrescarvi, riposare e godervi il vostro pranzo. La strada è leggermente in salita. Fin dall’inizio del percorso, la vista è spettacolare: nella stretta valle,

è ancora possibile riconoscere il fiume incontaminato, distanziato dai piccoli borghi, il primo è Kozhnje. Il punto più alto del trekking si raggiunge a Vukel, dove è possibile visitare la chiesa e il bar locale per una sosta. Da qui, si prosegue per Nikç alla fine della valle, incastonato sotto le alte montagne e che presenta belle case in stile antico.

Da Nikç, si puo assistere alla vista nel cuore delle Alpi albanesi – da qui, l’altro suo nome, “balcone”. Al centro del villaggio, vicino alla chiesa e al cimitero – che è sia per i musulmani che per i cristiani – c’è un tiglio secolare: quando i suoi fiori sbocciano, il loro profumo si diffonde in tutto il villaggio. Nelle montagne circostanti, le erbe medicinali, come la primula, il tè giallo e l’origano rosso, vengono utilizzate con un sorso di brandy per aiutare a curare le malattie cardiovascolari e alleviare i reumatismi.

Nikç ha anche molte sorgenti di acqua fredda, la più famosa è la roccia di Musavat: la leggenda narra che il grande pascià Vezir bevve quest’acqua per tutta la sua vita, fino a quando il suo servitore si stancò della lunga strada fino alla sorgente e decise di cambiare fonte. Sfortunatamente, il Pascià notò la differenza nell’acqua e licenziò il servitore. Altre famose sorgenti d’acqua sono a Koman, Led e Jezerca. Qui, le acque hanno formato grotte straordinarie e particolari, come la Skjura i Gajka.

Alloggio e cena in una guesthouse locale.

giorno 3

Svegliarsi nella splendida valle e godere della colazione offerta dalla guesthouse. Se desiderate, si puo anche acquistare il pranzo da portare via. Se avete già visitato ciò che Nikç ha da offrire, iniziate il trekking verso Lepushe, un villaggio situato in una valle lontana nel cuore delle Alpi albanesi, con una splendida vista. Sulla strada per Lepushe (6 ore), passerete dai pascoli alpini di Jama e Berizhdol: la difficoltà è bassa, con solo alcuni tornanti tra questi due pascoli. Durante l’estate, Jama e Berizhdol sono popolate da alcuni accoglienti pastori, che saranno felici di offrire il loro latte appena fatto in casa, burro, formaggio e, se siete abbastanza fortunati, anche mishavine, un presidio Slow Food.

A Lepushe, raggiungete la guesthouse e godetevi la vista spettacolare. Dopo la deliziosa cena tradizionale, non dimenticate di guardare la notte stellata: in assenza di luci e senza nuvole in vista sarete in grado di assistere alla presenza di milioni di stelle nel cielo.

Prima di andare a letto, chiedete ai proprietari della guesthouse di organizzare il trasporto per il giorno seguente.

giorno 4

Dopo la colazione e con il pranzo al sacco, aspettate il vostro autista mentre scattate un’ultima foto dello splendido paesaggio intorno a Lepushe. L’autista vi porterà a Selce (quasi 20 minuti), lasciandovi all’inizio del percorso che porta alla cascata di Sllapi. Questa cascata proviene dal fiume Cem e il modo per raggiungerla costituirà il trekking più difficile. Inoltre, è consigliabile portare abbastanza acqua con voi, a causa della mancanza di fonti d’acqua lungo il percorso. Per coprire entrambi i sentieri, dovrebbero essere necessarie 4 o 5 ore.

La cascata di Sllap è alta 30 m e, nei giorni di sole, si puo vedere un bellissimo arcobaleno, formato dal riflesso della luce solare sulle gocce d’acqua.

Al ritorno dalla cascata, non andare via ancora! Nel centro di Selcë, il fiume Cem crea un canyon – il Canyon di Gerrlë: è lungo 900 m e profondo 25 m. In alcune parti, il canyon diventa così stretto che le corone dell’albero che crescono su entrambi i lati possono toccarsi.

Ora, l’autista vi riporterà a Tamara (20 minuti) per prendere la vostra auto. Prima di partire, concedetevi un po’ tempo nel nostro ufficio turistico per una chiaccherata sull’esperienza appena vissuta, nei negozi o ristoranti locali. Sulla via del ritorno e se non l’avete ancora fatto, potete anche fermarvi al “balcone di Enver”: per avere una splendida vista delle strade a tornanti che portano a Tamarë.

Grazie per la vostra visita!

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laxaro